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Tag: Treno

Viaggio sola: attraverso l’Ucraina dell’Ovest #2

Mai visto l’autista di un bus accostare per comprarsi un sacco di albicocche.

Però la vista, lungo la strada che mi portò a Chernivtsi, era impressionante: ancora vallate, distese infinite, tetti di paesini che spuntavano tra gli alberi, campi di girasoli, chiesette delle stesse dimensioni della mia stanza da letto.

Il centro città, architettonicamente e per viabilità, si distingue dal resto della città. Ed è una costante nelle città ucraine: prima ti si apre questa ambientazione postindustriale, strade ampie, ultra trafficate, asfalto ovunque, edifici alti e dismessi che richiamano vecchie glorie.
Una sola cosa salverei di questa città: la vista sulle colline e le vallate che la circondano, di cui puoi godere passeggiando per il centro storico.

La periferia di Chernivtsi vista da una delle strade del centro storico.

La periferia di Chernivtsi vista da una delle strade del centro storico.

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Viaggio sola: attraverso l’Ucraina dell’Ovest #1

Il viaggio di cui sto per narrarvi è stato reso possibile grazie alla relativa inefficienza del progetto SVE che sto svolgendo in Ucraina.

La mia coordinatrice aveva affermato, all’inizio del progetto, che durante l’estate noi volontari saremmo stati impegnati in progetti collaterali, e che quindi non avremmo potuto abbandonare i confini di Kyiv se non attingendo ai giorni di ferie disponibili da contratto (24). Poi venne momentaneamente deposta dal suo ruolo agli inizi di luglio, il che fece di me una volontaria SVE disoccupata per un mese.

Quindi, dopo i primi cinque giorni di inattivitá, di vagabondaggio per le strade di Kyiv, decisi quasi d’impulso di organizzarmi a grandi linee un’estate diversa dal solito.

Perché, vi diró, gran parte di ció che segue è stato scelto sul momento. Sono difatti partita un po’ alla cieca.

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Le stazioni invisibili. Piccolo viaggio sul treno Bari-Matera

Ci sono viaggi che nascono e diventano reali nel giro di un attimo, e poi c’è Matera. Matera è quel viaggetto immaginato quasi due anni fa, rimasto lì in attesa che arrivi il momento giusto. Ammesso che un momento veramente giusto esista: in realtà ho tuttora il dubbio che sia solo una leggenda metropolitana. Finché una mattina di fine marzo, decisa a mettere fine all’attesa, mi alzo e prenoto un autobus notturno senza pensarci troppo su. E nel giro di due settimane sono di nuovo felicemente con lo zaino sulle spalle assieme a Marcella, l’amica e compagna di tesi che mi sopporta tutti i giorni in biblioteca e che è pazza abbastanza da condividere con me anche questa piccola avventura.

Il risveglio sul lungomare di Bari

Il risveglio sul lungomare di Bari

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Il Friuli che non t’aspetti

Quando andai in Romania per un Erasmus+ sul tema dell’educazione non formale venni introdotta alla tecnica del photovoice, ovvero del raccontare un evento, una città o semplicemente un viaggio attraverso foto rappresentative accompagnate da poche righe di commento. Questo è ciò che vorrei tentare in questo articolo, raccontarvi attraverso foto e sensazioni di quella landa sperduta e desolata altresì conosciuta come Friuli-Venezia Giulia, e dell’ultimo viaggio che mi ha portato a scoprirla prima di imbarcarmi per l’Ucraina.

40. monte ragogna~1

Panoramica del Tagliamento e del pordenonese dal Monte Ragogna. Stupefacente quanto vertiginoso.

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Capolinea Belgrado. In treno verso Est

Tra i vari mezzi di trasporto, quello che preferisco è il treno. Un campionario di persone che salgono, scendono, si spostano, ognuna coi propri pensieri, le proprie storie, i propri bagagli anche di vita. E il treno ti ci pone davanti faccia a faccia, in relazione forzata. È la perfetta palestra per l’osservazione, per l’attenzione, ma anche una micidiale macchina dei pensieri, perché dà loro un ritmo che è quello del paesaggio che ti scorre a fianco. In treno ho intavolato le conversazioni più interessanti, conosciuto persone bellissime. Non resisto dieci minuti senza annoiarmi davanti alla tv, ma riesco a passare ore ed ore guardando fuori da un finestrino.

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L’uomo che non guardava mai negli occhi (foto di Valeriano De Gasperis)

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