I Torzeons

Scoprire il mondo con occhi nuovi

Tag: Romania (Page 1 of 2)

Il Friuli che non t’aspetti

Quando andai in Romania per un Erasmus+ sul tema dell’educazione non formale venni introdotta alla tecnica del photovoice, ovvero del raccontare un evento, una città o semplicemente un viaggio attraverso foto rappresentative accompagnate da poche righe di commento. Questo è ciò che vorrei tentare in questo articolo, raccontarvi attraverso foto e sensazioni di quella landa sperduta e desolata altresì conosciuta come Friuli-Venezia Giulia, e dell’ultimo viaggio che mi ha portato a scoprirla prima di imbarcarmi per l’Ucraina.

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Panoramica del Tagliamento e del pordenonese dal Monte Ragogna. Stupefacente quanto vertiginoso.

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Il cimitero allegro di Săpânţa

Qualche giorno fa parlavo con un’amica del fatto che, nella società odierna, morire sia molto difficile. Primo, perché è un’esperienza misteriosa che ha a che fare con il dolore e con l’ignoto, due cose di cui siamo terribilmente spaventati, da sempre; secondo, perché non siamo abituati a veder morire la gente. Mi spiego: sì, è vero, ovunque la gente muore e le persone muoiono a migliaia ogni giorno, pure in modo cruento in alcune zone del mondo. Ma qui, nel nostro quotidiano, morire è qualcosa che si fa nel privato di una stanza d’ospedale, quando proprio non è possibile far vivere ancora un corpo magari menomato, incapace e già stanco. Insomma, in passato la morte era una presenza evidente – vecchi e meno vecchi morivano spesso in casa – e forse le persone erano più consce sia del fatto di dover morire, prima o poi, sia della naturalezza e dell’inevitabilità della cosa.

Cimitirul vesel di Săpânţa

Cimitirul vesel di Săpânţa

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Strade diverse, stessa destinazione.

L’ultima sera spesa a Baia Mare, Romania, fu all’insegna di birra Ursus e discorsi su musica britannica, compositori francesi, il senso della vita e quant’altro ne possa conseguire, tra un ragazzo armeno, uno polacco, due slovacchi e la sottoscritta. E ad un certo punto il ragazzo polacco se ne uscì dicendo “non focalizzarti sui dettagli”, che divenne nel corso delle settimane uno dei miei motti. Perché le persone, disse lui, tendono a focalizzarsi troppo sul superfluo e sul superficiale invece di apprezzare l’insieme dei momenti e delle persone che li popolano, di guardarsi intorno ed ammirare ciò che altrimenti non noterebbero nemmeno. E questo concetto pervade anche il mio approccio con la fotografia, dandomi la capacità di focalizzarmi sui particolari sempre in relazione a ciò che li circonda, ed è quello che cerco di fare quando ritraggo delle persone, prettamente coloro con cui condivido le mie esperienze.

Scatto rubato per le vie di Baia Mare, Romania.

Scatto rubato per le vie di Baia Mare, Romania.

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Il magico mondo dell’autostop

Nell’immaginario comune fare autostop è una pratica rischiosa, un po’ fuori moda e riservata a biondissimi e giovanissimi viaggiatori americani o tedeschi, con grossi zaini e la pelle arrossata. Dopo 10 mesi in Romania ho potuto rivalutare questa idea.

Direzione Oradea!

Direzione Oradea!

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Il professore baffuto di Sibiel

A volte il caso è il miglior amico del viaggiatore, il quale, soprattutto se è un po’ cazzone, sceglie sulla base di criteri poco razionali. Questo è il caso di cinque baldi giovani, che avendo noleggiato un’automobile, decidono di spingersi, per pernottare, un po’ fuori dalla città in cui sono, con il criterio del risparmio piuttosto che della praticità.

Sibiel, attraversata dal torrentello Sibiel (poca fantasia).

Sibiel, attraversata dal torrentello Sibiel (poca fantasia).

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