I Torzeons

Scoprire il mondo con occhi nuovi

Tag: Friuli

La Parenzana: in cammino lungo l’antica ferrovia

Un tempo, un treno sferragliava da nord a sud lungo la penisola istriana, collegando Trieste e Poreč, Parenzo. Questo tratto ferroviario, voluto nell’Ottocento, all’epoca dell’impero austroungarico, con il suo incedere lento lungo i binari tortuosi e i saliscendi della regione carsica (raggiungeva al massimo i 30 km/h), costituì la prima infrastruttura viaria dell’area istriana. Oggi la ferrovia non esiste più, smantellata negli anni Trenta, ma al suo posto è stata disegnata quella che è l’odierna ciclovia Parenzana, percorso che, attraversando due confini, unisce oggi ben tre nazioni in soli 123 chilometri: Italia, Slovenia e Croazia.

La primavera lungo il cammino può regalare qualche spruzzata di rosa ciliegio...

La primavera lungo il cammino può regalare qualche spruzzata di rosa ciliegio…

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Due friulani tra i laghi del nordest #2

Ricordate che nell’articolo precedente anticipai qualcosa riguardante i post-it?

Ecco, dovete sapere che fin da quando ero piccina mio nonno mi raccontava di un lago, su, al confine con la Svizzera, dal quale emerge un campanile. Niente di cui meravigliarsi fin qui, più che altro la peculiarità è il fatto che vi sia un intero paese sommerso e tutto ciò che noi possiamo vederne è il campanile. Ne ho sentite di storie a riguardo – credo fosse in effetti il campanile più citato nei racconti di mio nonno dopo il campanile di Mortegliano, e quindi potrete capire, dall’alto dei miei 24 anni, la necessità quasi maniacale di dare uno sguardo a questo lago col campanile.

All’alba del sesto giorno del nostro viaggio, partiti da una delle tante Vezzano presenti in Trentino, dopo tre ore e mezza di auto siamo finalmente giunti ad uno dei luoghi più belli che io abbia mai visto in vita mia – e vi dirò che il campanile non è nulla a confronto.

Il lago di Resia nella sua maestosità.

Il lago di Resia nella sua maestosità.

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Il Friuli che non t’aspetti

Quando andai in Romania per un Erasmus+ sul tema dell’educazione non formale venni introdotta alla tecnica del photovoice, ovvero del raccontare un evento, una città o semplicemente un viaggio attraverso foto rappresentative accompagnate da poche righe di commento. Questo è ciò che vorrei tentare in questo articolo, raccontarvi attraverso foto e sensazioni di quella landa sperduta e desolata altresì conosciuta come Friuli-Venezia Giulia, e dell’ultimo viaggio che mi ha portato a scoprirla prima di imbarcarmi per l’Ucraina.

40. monte ragogna~1

Panoramica del Tagliamento e del pordenonese dal Monte Ragogna. Stupefacente quanto vertiginoso.

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Ovi sodi da Firenze a Sarajevo in bici: parte I

Fuori nevica. O meglio. C’è neve. In realtà è solo un freddo gelido. Sono qui cercando di capire cosa voglio davvero scrivere di quella lunga estate di quasi cinque anni fa. Seduto alla mia scrivania a Tuebingen, in Germania, con qualche pensiero che vola verso Barcellona, dove mi trasferisco fra due settimane. Non so se questo mio vagabondare mi qualifica come Torzeon, ma potrebbe essere. Di sicuro so che è da un bel po’ che voglio scrivere del nostro viaggio in bici.

Me & the old Bessie. Un lungo cammino insieme. Foto di Matteo Bigi (dal suo profilo FB).

Me & the old Bessie. Un lungo cammino insieme. Foto di Matteo Bigi (dal suo profilo Facebook).

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