I Torzeons

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Perdersi e ritrovarsi per le strade dell’Alto Friuli #2

Avete mai sentito parlare di posti come Gniviza, Lischiazze o Tigo? Per mia fortuna m’è capitato di incrociarli qualche tempo fa un po’ per caso un po’ per volontà, lungo una lunga, stretta e leggermente dissestata strada che da Uccea ti porta alla scoperta della val Resia. Una strada vecchia e caduta in disuso che nel periodo invernale e primaverile per ovvie ragioni è chiusa.

Ed ovviamente io ed il mio allora socio d’avventure l’abbiamo percorsa, per completare quel breve tragitto tragicamente interrotto un mesetto addietro, alla scoperta sempre di vecchie strade secondarie. V’è un fascino in queste strade che non vi so spiegare, in quel groviglio di tornanti che si snodano in mezzo alla natura.

La primavera ha cominciato il suo corso pure tra gli stavoli di Gniviza.

La primavera ha cominciato il suo corso pure tra gli stavoli di Gniviza.

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Perdersi e ritrovarsi per le strade dell’Alto Friuli #1

Rimango sempre affascinata dalla quantità di posti nascosti che un luogo cela, alle volte addirittura sconosciuti ai locali. Non voglio portarvi a spasso per le solite località, ma spero che tra di voi si nasconda pure qualcuno che ancora, come me, prova curiosità nello scoprire questa piccola regione che è il Friuli Venezia Giulia. E quindi per coerenza, comincio questo mio nostalgico viaggio fotografico dalla prima delle mie grandi passioni: i laghi. Il Friuli ne presenta un’innumerevole quantità, tra cui i più noti sono senza dubbio alcuno i laghi di Fusine.

Lago inferiore di Fusine.

Lago inferiore di Fusine.

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Viaggio sola: attraverso l’Ucraina dell’Ovest #2

Mai visto l’autista di un bus accostare per comprarsi un sacco di albicocche.

Però la vista, lungo la strada che mi portò a Chernivtsi, era impressionante: ancora vallate, distese infinite, tetti di paesini che spuntavano tra gli alberi, campi di girasoli, chiesette delle stesse dimensioni della mia stanza da letto.

Il centro città, architettonicamente e per viabilità, si distingue dal resto della città. Ed è una costante nelle città ucraine: prima ti si apre questa ambientazione postindustriale, strade ampie, ultra trafficate, asfalto ovunque, edifici alti e dismessi che richiamano vecchie glorie.
Una sola cosa salverei di questa città: la vista sulle colline e le vallate che la circondano, di cui puoi godere passeggiando per il centro storico.

La periferia di Chernivtsi vista da una delle strade del centro storico.

La periferia di Chernivtsi vista da una delle strade del centro storico.

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Viaggio sola: attraverso l’Ucraina dell’Ovest #1

Il viaggio di cui sto per narrarvi è stato reso possibile grazie alla relativa inefficienza del progetto SVE che sto svolgendo in Ucraina.

La mia coordinatrice aveva affermato, all’inizio del progetto, che durante l’estate noi volontari saremmo stati impegnati in progetti collaterali, e che quindi non avremmo potuto abbandonare i confini di Kyiv se non attingendo ai giorni di ferie disponibili da contratto (24). Poi venne momentaneamente deposta dal suo ruolo agli inizi di luglio, il che fece di me una volontaria SVE disoccupata per un mese.

Quindi, dopo i primi cinque giorni di inattivitá, di vagabondaggio per le strade di Kyiv, decisi quasi d’impulso di organizzarmi a grandi linee un’estate diversa dal solito.

Perché, vi diró, gran parte di ció che segue è stato scelto sul momento. Sono difatti partita un po’ alla cieca.

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Due friulani tra i laghi del nordest #2

Ricordate che nell’articolo precedente anticipai qualcosa riguardante i post-it?

Ecco, dovete sapere che fin da quando ero piccina mio nonno mi raccontava di un lago, su, al confine con la Svizzera, dal quale emerge un campanile. Niente di cui meravigliarsi fin qui, più che altro la peculiarità è il fatto che vi sia un intero paese sommerso e tutto ciò che noi possiamo vederne è il campanile. Ne ho sentite di storie a riguardo – credo fosse in effetti il campanile più citato nei racconti di mio nonno dopo il campanile di Mortegliano, e quindi potrete capire, dall’alto dei miei 24 anni, la necessità quasi maniacale di dare uno sguardo a questo lago col campanile.

All’alba del sesto giorno del nostro viaggio, partiti da una delle tante Vezzano presenti in Trentino, dopo tre ore e mezza di auto siamo finalmente giunti ad uno dei luoghi più belli che io abbia mai visto in vita mia – e vi dirò che il campanile non è nulla a confronto.

Il lago di Resia nella sua maestosità.

Il lago di Resia nella sua maestosità.

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