I Torzeons

Scoprire il mondo con occhi nuovi

Tag: Croazia

La Parenzana: in cammino lungo l’antica ferrovia

Un tempo, un treno sferragliava da nord a sud lungo la penisola istriana, collegando Trieste e Poreč, Parenzo. Questo tratto ferroviario, voluto nell’Ottocento, all’epoca dell’impero austroungarico, con il suo incedere lento lungo i binari tortuosi e i saliscendi della regione carsica (raggiungeva al massimo i 30 km/h), costituì la prima infrastruttura viaria dell’area istriana. Oggi la ferrovia non esiste più, smantellata negli anni Trenta, ma al suo posto è stata disegnata quella che è l’odierna ciclovia Parenzana, percorso che, attraversando due confini, unisce oggi ben tre nazioni in soli 123 chilometri: Italia, Slovenia e Croazia.

La primavera lungo il cammino può regalare qualche spruzzata di rosa ciliegio...

La primavera lungo il cammino può regalare qualche spruzzata di rosa ciliegio…

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Ovi sodi da Firenze a Sarajevo in bici: parte II

Seconda parte

[Per la prima parte di questo racconto, clicca qui!]

Alla fine ci mettiamo davvero due settimane ad arrivare a Sarajevo. Non dimenticherò mai quel momento, quando, aspettando Laura che veniva a prenderci in un bar del centro, ci siamo guardati sorridendo, semplicemente chiedendoci se era tutto lì, se era possibile che fosse stato davvero così facile. Lo era stato. Ma non era tutto lì. Ricordo ancora la luce del tardo pomeriggio, che sembrava volerci accogliere a braccia aperte. E ricordo ancora il sorriso di Matte, che avrei rivisto qualche anno dopo scalando le montagne intorno a Macchu Picchu. Ho trovato un amico, ma ho anche iniziato a ritrovare me stesso.

Spalato all'orizzonte, dopo un tappone infinito e con un vento... infinito anche lui

Spalato all’orizzonte, dopo un tappone infinito e con un vento… infinito anche lui

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Capolinea Belgrado. In treno verso Est

Tra i vari mezzi di trasporto, quello che preferisco è il treno. Un campionario di persone che salgono, scendono, si spostano, ognuna coi propri pensieri, le proprie storie, i propri bagagli anche di vita. E il treno ti ci pone davanti faccia a faccia, in relazione forzata. È la perfetta palestra per l’osservazione, per l’attenzione, ma anche una micidiale macchina dei pensieri, perché dà loro un ritmo che è quello del paesaggio che ti scorre a fianco. In treno ho intavolato le conversazioni più interessanti, conosciuto persone bellissime. Non resisto dieci minuti senza annoiarmi davanti alla tv, ma riesco a passare ore ed ore guardando fuori da un finestrino.

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L’uomo che non guardava mai negli occhi (foto di Valeriano De Gasperis)

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The oldest pub in Zagreb

Da una parte: la tesi da scrivere, poco tempo, le tasche vuote come solo un laureando in architettura può capire. Dall’altra: quella voglia di andare, macinare chilometri finché i pensieri non prendono il ritmo di un treno sulle rotaie e la velocità dei paesaggi che scorrono da un finestrino. La soluzione è presto detta: Balkans!

Un tranquillo parco pubblico. Sullo sfondo le guglie della cattedrale.

Un tranquillo parco pubblico di Zagabria. Sullo sfondo le guglie della cattedrale.

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