Nei 10 mesi di volontariato SVE ho imparato molte cose, alcune su me stessa, altre sul mondo, molte sulle usanze tipiche ucraine e altre ancora sulla fotografia.
Ma nulla, e dico nulla, sulla musica popolare o sul pop ucraino e russo. Per quanto possa sembrare bizzarro, in questi mesi da expat in Ucraina ho approfondito molto di più la mia conoscenza della musica indie italiana che di altro.
Ma ora vi svelo quelle note fondamentali che m’hanno donato maggior consapevolezza delle cose, di me, dell’arte dello scoprire.

Sul Dnepr, a 500m da casa, in cerca di qualche bello scatto ed un po' di pace.

Sul Dnepr, a 500m da casa, in cerca di qualche bello scatto ed un po’ di pace.

  1. Il silenzio è prezioso. Quando vivi in una città di 5 milioni di persone, il caos e la frenesia regnano sovrane, la tua coinquilina si sveglia alle 7 del mattino e manco il tuo vicino di casa che trapana sul muro fa tanto rumore quanto lei, al centro i bambini urlano, strillano, biascicano e piangono in coro ogni cinque minuti, capisci davvero che il silenzio di un appartamento al 15esimo piano, con il rumore della città che fa da sottofondo come le campane tibetane durante una seduta di yoga, il gatto che fa le fusa e nient’altro, sono davvero una purificazione per l’anima e per le orecchie. E quei giorni in cui la casa è vuota e io non sono al lavoro, spengo ogni dispositivo di riproduzione musicale e mi dedico puramente alla scrittura, alla fotografia o a cibarmi, o anche una passeggiata infrasettimanale al fiume, circondata solo da gabbiani e slittini, e mi godo queste brevi elargizioni di silenzio rasserenante, che davvero sono diventate una necessità per me.

  2. Come usare un cucchiaino come cacciavite. Per qualche strana ragione, m’è capitato particolarmente spesso di notare una certa noncuranza da parte della popolazione ucraina nei confronti di cose fuori posto o rotte. Sarà anche perché io ho una certa predisposizione all’ordine, ma se vedo un’anta sbilenca un due domande me le faccio. E invece loro sono capacissimi di passarci davanti per giorni e lasciarla lì a ciondolare. Finché uno dei bambini del centro un giorno non ne ha presa in mano una e l’ha lanciata in mezzo alla stanza. Ed è così che, armata di cucchiaino, son diventata l’aggiusta-tutto.
    Ora mi manca solo imparare come aprire una birra col fondo dell’accendino e sono felice.
  3. L’aglio e l’aneto. Breve lezione triste di cucina. Ho imparato come utilizzare a dovere l’aglio da un pugliese – dallo stesso ho pure appreso l’amore per le bruschette condite con qualsiasi cosa passi il frigorifero. Ma l’aneto, è la vera sorpresa: in Ucraina, specie nei piatti tipici, viene utilizzato ovunque, spesso in ingenti quantità. Quindi che ordiniate una zuppa, un piatto di vareniki (che son tipo dei ravioli conditi con molto burro) o un filetto di pollo, sopra vi ritroverete uno strato verde di aneto che si rivelerà difficile evitare. È davvero sottovalutata questa spezia! Che poi se ci pensate queste due spezie sono una l’antidoto dell’altra.
  4. Sullo spoilerare la propria provenienza. Se state viaggiando attraverso l’Ucraina, se siete in metro o al supermercato, a meno che non abbiate un’insaziabile necessità di informazioni, cercate di passare per brave ragazze ucraine il più a lungo possibile ed avranno un’altissima stima di voi solo guardandovi. Appena rispondete «sorry» o «I don’t understand» – anche se lo dite in russo – cominciano la diffidenza di molti e gli sguardi cagneschi delle nonnine. E le nonnine ucraine sono capaci di così tanto disprezzo nello sguardo da farti sentire un rifiuto umano.
    Ma badate bene, sono anche la cosa più preziosa di questo mondo, dovete solo prenderle nel momento giusto.

    Kiev

    Kiev

  5. Raggiungere le proprie mete a piedi è più soddisfacente di quanto si immagini. Qualsiasi sia la vostra meta, che sia la periferia di una città Ucraina, o il centro storico di un borgo sul mare, o un rifugio alpino, pensateci due volte prima di affidarti ai mezzi di trasporto. A volte, che ci vogliano 30 minuti o due ore di camminata, la strada può regalare molte soddisfazioni, avventure, curiosità sul luogo, che dal sedile di un pulmino verrebbero probabilmente ignorate: vecchi hotel dismessi, perdersi nella foresta che circonda la città, cimiteri con parchimetro limitato ed una meravigliosa vista sul mare, sono alcune perle che altrimenti avreste potuto perdervi – e che la mia macchina fotografica certamente non avrebbe voluto lasciarsi sfuggire.
    E questo l’ho imparato orgogliosamente a mie spese, regalandomi quest’estate un’abbronzatura di tutto rispetto di cui porto ancora i segni alle caviglie.

Certamente in merito all’Ucraina non ve lo posso chiedere, ma voi, durante i vostri viaggi, cosa avete imparato o scoperto di eccezionale?

Sab

Sab

Amante della birra come della fotografia, si diletta con doppie esposizioni e strimpellate al pianoforte, ma il suo vero talento è mangiare valanghe di patate fritte. Nel tempo libero si porta in pari con le serie tv in arretrato, si fa paranoie ed esplora ogni angolo del Friuli possibile assieme a qualche compare e alla sua fidata reflex.
Sab