Gap year: a year between leaving school and starting university that is usually spent travelling

Questa è la definizione di anno sabbatico secondo il Cambridge dictionary: periodo tra la fine delle scuole superiori e l’inizio del college nel quale, solitamente, si decide di viaggiare.

La nostra casa con le ali

La nostra casa con le ali

Era il mese di Agosto 2017, quando, sia io che il mio ragazzo Javier (non più ventenni, ma sempre giovani inside) abbiamo deciso che fosse arrivato il momento giusto per realizzare il nostro sogno. Di certo, se paragonata ad un maturando che sta decidendo quale percorso universitario intraprendere, la decisione senza dubbio è stata ben più ponderata, definita da alcuni azzardata (genitori), da altri coraggiosa (amici), e da altri ancora… una gran figata (sottoscritti)!

Ho sempre ammirato chi, nei vari viaggi, mi raccontava di aver lasciato la routine, il lavoro, la casa, gli amici di sempre per mettersi di nuovo in discussione e lanciarsi verso l’ignoto. Senza neanche rendercene conto, ora, eravamo noi a ripetere le stessi identiche frasi ai backpacker che incrociavamo nel nostro cammino.

La vera difficoltà nell’intraprendere questo tipo di viaggio è, dal mio punto di vista, la paura, una volta tornati, di dimenticarsi il sapore dei cibi provati, dei nomi delle persone che ti hanno aiutato quando ti eri persa, dello sforzo nel raggiungere una cima, delle risate quando succedono cose inaspettate e delle incazzature quando sembra che tutto vada storto… E voi, se poteste viaggiare per più di un anno, riuscireste a pensare ad una sola immagine per riassumere questa esperienza? Quali luoghi rimarrebbero per voi cari e quali profumi indimenticabili?

Purtroppo a queste domande non siamo ancora riusciti a darci una risposta.

Abbiamo avuto la fortuna di visitare posti magnifici, dalle più alte cime himalayane alle acque cristalline dello Sri Lanka, dall’arida terra indiana agli altopiani boliviani, passando per le immense e gelide praterie canadesi. E allora, se dovessi portarmi dietro un’immagine, quale sceglierei?

Mi porterei gli occhi vivi dei bambini nepalesi di Karmidara, un piccolo villaggio sperduto nel nord del Nepal, dove abbiamo potuto toccare con mano la distruzione del terremoto e l’umiltà e bontà della gente locale.

Punam ed il suo altissimo livello di concentrazione

Punam ed il suo altissimo livello di concentrazione

Mi porterei la vista dell’Ama Dablam (letteralmente Madre che abbraccia) che sempre indicava la via durante il nostro trekking himalayano.

La quotidianitá dei porter nepalesi

La quotidianitá dei porter nepalesi

Mi porterei l’immagine dei vestiti tradizionali bhutanesi come simbolo di un paese molto poco conosciuto e che è stato capace di conservare, negli anni, le proprie tradizioni.

Versione in miniatura del "gho" e della "kira"

Versione in miniatura del “gho” e della “kira”

Mi porterei la visione annebbiata del Taj Mahal, quando in realtà la cappa grigia che rendeva impossibile vedere a un palmo dalla tua mano era smog e non nebbia.

Taj Mahal in versione londinese

Taj Mahal in versione londinese

Mi porterei la ricerca della tranquillitá, la stessa motivazione che aveva spinto migliaia di giovani a percorrere l’Hippie Trail, ed ormai così difficile da trovare nella giungla di Goa.

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Due cuori e una capanna

Mi porterei l’ospitalità singalese e gli stretti legami che si possono creare con persone sconosciute (grazie anche all’arrak, liquore locale).

Irosh e la sua mitica famiglia

Irosh e la sua mitica famiglia

Mi porterei l’emozione nel guidare lungo l’Icefield Parkway canadese, circondata da giganti innevati e dove non si capisce bene quando finisca la strada e inizi l’orizzonte.

Icefield Parkway ed i suoi scorci pittoreschi\

Icefield Parkway ed i suoi scorci pittoreschi

Mi porterei il contrasto e la desolazione delle spiagge del Michoacan, in Messico, dove spiagge cristalline ora risultano deserte a causa della lotta tra i vari cartelli di narcotrafficanti.

Visione "alternativa" delle spiagge messicane

Visione “alternativa” delle spiagge messicane

Mi porterei i paesaggi dell’altopiano boliviano, dove non capisci se è la mancanza d’ossigeno a farti apprezzare questa bellezza struggente o se realmente esiste ciò che tu stai vedendo.

L'altopiano boliviano e le sue sfaccettature

L’altopiano boliviano e le sue sfaccettature

Infine mi porterei l’immagine dei solchi lasciati dalla bicicletta mentre attraversiamo il Parco Naturale di Paracas, in Peru, in completo silenzio.

Il silenzio

Il silenzio

Ecco, forse più che una immagine, è il silenzio, o meglio, la capacità di apprezzare le cose in silenzio, che mi porterei dietro. Insieme alla consapevolezza di aver vissuto “un anno” nella realtà, ma un’intera vita nelle emozioni.

LaVale

LaVale

Nata nel segno della vergine, come il mitico Tiziano Terzani, sogna una vita in cui non ci si ferma mai. Per la gioia dei genitori, amici e fidanzato, i suoi piani difficilmente vanno oltre l'anno ed è sempre alla ricerca di mete sconosciute dove poter riscoprire se stessa. Ama la montagna, d'altronde "la se friulana", ma considera "casa" i diversi posti nel mondo in cui ha vissuto... Quale sará la sua prossima meta? (al momento non lo sa neanche lei..)
LaVale

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