Negli ultimi due mesi ho avuto l’onore e il piacere di conoscere lo Sri Lanka e un po’ anche Bali. La prima volta che ho visto le magnifiche terre asiatiche e ne ho conosciuto i sorridenti popoli che la abitano. Ho avuto la possibilità di vedere animali dalla bellezza ed energia unica come gli elefanti, le scimmie, le tartarughe e molti altri. Ho visto fiori e piante di tutte le forme e colori e ho visto il sole calare nell’Oceano Pacifico regalandoti una vera pace nell’anima. Ho visto pesci verdi, azzurri, gialli nuotare fra i coralli morti e lo schifo che solo noi umani sappiamo produrre. Tanta meraviglia rovinata, uccisa, avvelenata e contaminata dal nostro insano modo di (non) gestire i rifiuti.

Tipico esemplare non-troppo-naturale che si trova nelle spiagge balinesi

Tipico esemplare non-troppo-naturale che si trova nelle spiagge balinesi

Splendide terre rovinate in maniera disgustosa dalla nostra irresponsabilità. Quando si viaggia da quelle parti sembra facile dare la colpa alle persone che ci vivono quando li vediamo gettare l’involucro di plastica della merendina fuori dal finestrino del treno o quando fanno dei romantici falò nei giardini con le proprie immondizie. Di certo non sono abitudini ammirevoli, soprattutto se si pensa a quando la stagione delle piogge lava le strade e i canali regalando al mare tonnellate di rifiuti.

Ma il problema è molto più esteso: ci sono Paesi europei che arrivano addirittura ad esportare in Asia il 60 o il 90 per cento dei propri rifiuti. Per non parlare poi di quanto il turismo stia peggiorando la situazione in maniera drastica. Io stessa ho provato il benessere di starmene stravaccata in spiaggia sorseggiando fresca acqua di cocco dalla noce con una simpatica cannuccia colorata. Ma proprio quella cannuccia è fra i maggiori fattori di inquinamento marino: basta una breve passeggiata nelle spiagge indonesiane per trovarne centinaia sulla sabbia. Per avere un’idea solo in America ne vengono usate 500 milioni al giorno.

Bali pullula di locali alla moda raw/vegan/organic dove vengono pubblicizzate le cannucce in vetro o bambù quasi per far sentire la coscienza dei turisti pulita per aver risparmiato quel tubettino di plastica al mare. Eppure pochi di quei turisti si sognano di raccogliere un po’ di merda dalle spiagge o boicottare il sistema di imballaggio/confezionamento di plastica, ad esempio una volta tornati a casa cercando di comprare prodotti sfusi o impacchettati da meno plastica.

Il letto di un fiume a Mirissa, Sri Lanka

Il letto di un fiume a Mirissa, Sri Lanka

Quant’è bello fare snorkeling fra le plastiche e microplastiche ammirando i coralli morti? Eh sì, pure quelli soffrono del surriscaldamento globale e pensate un po’ anche delle creme solari che una volta disciolte in acqua proteggono dai raggi solari anche i coralli uccidendoli.

Ci sono davvero tante (troppe) cause a questo tornado inquinante che sta spazzando ogni speranza di rivedere la Natura di nuovo sana. L’isola di plastica (Great Pacific Garbage Patch) nell’Oceano Pacifico è arrivata a misurare tre volte la Francia ed intanto i pesci e gli uccelli si cibano di micro-plastica (che poi ingeriamo anche noi) perché nella vita quotidiana ce ne frega troppo poco e facciamo poco o nulla per tentare di risolvere il problema. Io mi sono vergognata quando ho visto tutti quei rifiuti deturpare la Natura che tanto ci dà con le sue risorse e la sua bellezza. Vergognata di non informarmi abbastanza, di non contribuire a fermare questo abominio, di non lasciare ai miei nipoti la possibilità di vedere luoghi e creature meravigliosi che io ho (per adesso).

Uno dei tanti falò dove vengono bruciate le immondizie

Uno dei tanti falò dove vengono bruciate le immondizie

Soprattutto noi viaggiatori o turisti non dovremmo sentirci in dovere di fare qualcosa di più? Ci sono tante semplici cose che possiamo fare sia a casa che in vacanza per migliorare questa situazione. Cerchiamo di diventare viaggiatori responsabili e sostenibili senza fare troppe polemiche quando dobbiamo pagare 2 centesimi in più per i sacchetti biodegradabili al supermercato. Dato che nel 2014 proprio nelle spiagge in cui amiamo tanto prendere il sole sono stati raccolti quasi mezzo milione di buste di plastica per la spesa. Oggi il rapporto tra plastica e pesci è 1 su 5 e nel 2050 pare che il rapporto sarà a pari se non decidiamo di fare qualcosa tutti quanti.

Fine del cazziatone e andiamo al sodo. Cosa possiamo fare durante i nostri viaggi e non solo per diminuire l’impatto ambientale che procuriamo? Piano piano sto iniziando a cambiare alcune mie abitudini per diminuire il mio e vi propongo alcuni piccoli suggerimenti per quando siete in viaggio (e se ne avete altri lasciate un commento all’articolo e provvederò ad aggiungerli):

  1. Scarica il biglietto aereo sullo smartphone

    Tutte le compagnie ti danno la possibilità di scaricare il pdf del biglietto dalla mail. È così comodo e veloce!

  2. Usa la borraccia

    Basta comprare bottiglie di plastica. Riuscite ad immaginare quante bottiglie di plastica riuscireste a risparmiare alla terra con una borraccia?

  3. Scegli la borsa di tela

    Portarsi con sé la borsa in tela per fare la spesa o per altri usi, rifiutando quella in plastica può fare la differenza.

  4. Dì No alla cannuccia

    Chiedi gentilmente al cameriere di servirti la tua bevanda preferita senza cannuccia.

  5. Prova shampoo e balsamo nel formato barretta

    Mi rendo conto che in Italia non è assolutamente facile trovare questo tipo di prodotti, specialmente se si vive nella periferia, ma mi auspico che nei prossimi anni diventino prodotti sempre più reperibili.

  6. Compra lo spazzolino in bambù

    Quando dovrai buttare il tuo spazzolino compra quello in bambù che è biodegradabile! Purtroppo mi rendo conto che anche questo prodotto come tanti altri in bambù (occhiali, posate, etc.) o in altri materiali alternativi non sono ancora facili da trovare qua.

  7. Preparati a casa il cibo per il viaggio/volo

    Avete notato quanta plastica usano le compagnie aeree per servire il pasto durante il volo? Spessissimo tutti quei rifiuti non vengono nemmeno riciclati!

  8. Raccogli i rifiuti

    Portati sempre una borsa con te per raccogliere i rifiuti che trovi per strada, in spiaggia o facendo snorkeling. Nel paesino in cui ho vissuto in Sri Lanka organizzano delle uscite per pulire le spiagge ogni lunedì mattina: un bel modo per conoscere persone nuove, no? 😊

Martars

Martars

Con la sua nascita ha inaugurato la classe 1993. Faticosamente laureanda in Scienze e tecniche del turismo culturale e fresca dall'esperienza Erasmus.
Ama cantare e dipende dal caffè. Le piace parlare con la gente che trova casualmente sul suo cammino. Adora bere birra di fronte ad un bel concerto in compagnia degli amici (quelli che sono riusciti a sorvolare sul suo pessimo senso dell'umorismo). Alla vista di un piatto dall'aspetto gustoso, va in delirio.
Martars