Quando amici e conoscenti mi chiedono cosa mi sia piaciuto di più di Cuba, rispondo che ho visto paesi più belli. Non interpretatemi male: le spiagge caraibiche sono da cartolina, la natura rigogliosa dell’interno dell’isola è incantevole e le città hanno uno stile coloniale delizioso, seppur decadente. Ma non è quello che più mi ha colpito di Cuba. La parte che mi è rimasta maggiormente impressa sono le persone. I loro sorrisi. La loro gentilezza. La loro voglia di stare assieme. Vi presento alcune delle persone conosciute durante il mio viaggio.

Uno dei tanti volti espressivi di Cuba

Uno dei tanti volti espressivi di Cuba

Iniziamo da Sergio, che assieme a sua moglie Caridad gestisce una casa particular. Queste sono strutture ricettive, delle sorta di bed and breakfast di persone che hanno una stanza in più, la arredano al meglio e la mettono a disposizione dei turisti a prezzi contenuti. È senza dubbio la soluzione migliore per dormire a Cuba e un ottimo modo per entrare in contatto con i cubani. Ebbene, Sergio è stato il primo padrone di casa ad ospitare me e i miei amici a Viñales, località rurale a ovest di L’Avana. Siamo rimasti da lui due giorni, nei quali abbiamo avuto la possibilità di passare molto tempo con lui e la sua famiglia.

Sergio è ormai in pensione, dopo aver dedicato la sua vita all’agricoltura. Ma lo sviluppo turistico della città ha dato l’opportunità a lui e a Caridad di entrare nel settore turistico. I figli ormai sono indipendenti (due dei quali vivono con e rispettive famiglie nelle case vicine) e quindi nella stanza extra, ben arredata e dotata di aria condizionata, accoglie turisti e viaggiatori. Sarà la mia faccia da bravo ragazzo (?!?), ma fin da subito si è fidato di me e mi ha lasciato le chiavi di casa fin dalla prima sera: mi ha detto che è solo la terza volta che lo fa. Abbiamo voluto compensare la sua calorosa accoglienza con una proposta che lo ha reso molto felice: un pomeriggio all’insegna del buon rhum cubano e di partite di domino. Infatti per i cubani il domino è un gioco nazionale e sovente capita di vedere gente che ci gioca per strada. E non è così semplice come sembrerebbe: la strategia è importante, soprattutto se si gioca due contro due. Penso che con queste ore ludiche lo abbiamo definitivamente conquistato e il giorno successivo alla nostra partenza aveva gli occhi lucidi.

Sergio con Julian e me

Sergio con Julian e me

Anche nel piccolo villaggio di Crucesitas, in un’altra tappa del nostro viaggio, abbiamo fatto diverse amicizie. Qui ci siamo finiti per caso, facendo una deviazione guidata dal nostro istinto. Ci stavamo dirigendo verso Trinidad, ma sulla mappa abbiamo scovato una cascata che, vista la conformazione del terreno, poteva essere suggestiva. Improvvisamente abbiamo deviato la nostra auto a noleggio e lo spettacolo delle cascate di El Nicho ha ripagato lo sforzo di guidare per strade tortuose. Dopo esserci tuffati nelle piscine naturali create dalle cascate e dal corso del fiume El Mamey, ci stavamo finalmente dirigendo in direzione Trinidad. Ma al primo villaggio, Crucecitas, non abbiamo saputo resistere alla tentazione di rinfrescarci con una birra al chiosco presso la piazzetta.

Al momento c’erano solo due altri avventori, con cui prontamente abbiamo iniziato a conversare, parlando della dura vita nelle località isolate come quella, i giovani che volevano andare a vivere in città e il poco turismo che caratterizza quell’area. Nel frattempo la particolare espressività e i solchi del viso di Daniel, il più taciturno dei due, mi avevano catturato. Mentre il chiosco si affollava di persone di ritorno dal lavoro nei campi, incuriositi dagli stranieri che stranamente si erano fermati lì, io ho cercato di conoscere Daniel più a fondo. Nonostante abbia diritto alla pensione dopo una vita dedicata al lavoro, si occupa ancora dei campi per guadagnarsi qualcosa con cui bere una birra o un rhum e fumare una sigaretta. Sua moglie non c’è più e i suoi due figli, che lavorano in città, tornano raramente a visitarlo. Il suo unico passatempo è rimasto trascorrere qualche ora al bar, indossando una maglietta logora e il suo cappello di paglia.

Il mio amico Daniel

Il mio amico Daniel

Ormai parlavamo con tutti, almeno una ventina di persone, e la condivisione era totale, da racconti di vita a bevande. Abbiamo offerto diverse birre o rhum ai nostri nuovi amici, ma era particolarmente commovente il fatto che anche loro ci abbiano offerto uno o due giri, nonostante la loro indigenza. E anche in questo caso il momento dei saluti è stato emozionante: io ho donato la maglietta che indossavo a Daniel mentre Luis, un ragazzo più giovane, ha cercato di “sdebitare” Daniel regalandomi un accendino.

Alba con Luis

Alba con Luis

E poi c’è Ulises. Lui l’abbiamo incontrato a Playa Coral, vicino alla turisticissima penisola di Varadero. Dopo aver fatto dello snorkeling e aver avvistato tanti colorati pesci tropicali, ci fermiamo all’isolato e solitario ristorantino sulla spiaggia. Si vedono gli effetti del recente uragano Irma, la struttura è in ricostruzione. Esce il gestore del luogo, ci propone dell’aragosta: è deliziosa. Gli altri quattro turisti presenti se ne vanno e rimaniamo gli unici avventori. Allora l’uomo intento a riparare il tetto scende e si avvicina a noi. Ulises è lui. È rosso paonazzo, un po’ dovuto dal sole battente e un po’ da qualche bicchiere di rhum di troppo. Il suo lavoro è il guardiano della spiaggia: ci giura che da quando fa questo lavoro nessuno ha mai perso nulla nella sua area di pertinenza. Ma il suo stipendio non è correlato alla qualità del suo lavoro: guadagna dieci dollari al mese. Non sono molti per un padre di tre figli. Riesce a farseli bastare solo grazie agli aiuti statali e alla solidarietà di parenti e amici.

Le bianche spiagge di Varadero

Le bianche spiagge di Varadero

Nonostante casa sua sia probabilmente una di quelle più fatiscenti tra quelle che abbiamo visto passando il paese in cui abita, ci invita a casa sua. Ci propone addirittura di fermarci a dormire da lui. Noi non possiamo accettare, la compagnia di noleggio dell’auto ci aspetta poche ore dopo. Gli lasciamo in dono una maglietta e una maschera da immersione: siamo certi che questo regalo lo aiuterà a pescare qualche delizioso pesce per la sua famiglia.

Ulises felice con la nuova maglietta

Ulises felice con la nuova maglietta

A Cuba ci sono tanti volti, ognuno dei quali è pronto a raccontare tante piccole storie. Bisogna solo fermarsi ad ascoltarle.

Rifornimenti di birra in una sagra locale: porti un contenitore di qualsiasi tipo, paghi e te lo riempiono

Rifornimenti di birra in una sagra locale: porti un contenitore di qualsiasi tipo, paghi e te lo riempiono

Un angolo suggestivo di Trinidad

Un angolo suggestivo di Trinidad

Gente che gioca per strada a L'Avana

Gente che gioca per strada a L’Avana

Markin

Markin

Amante della libertà, ma indissolubilmente legato all'amato Friuli. Gran sognatore, ma con i piedi ben fissati a terra. Analizza le situazioni razionalmente, ma prende le decisioni d'istinto. Dalle apparenze tranquille, ma in uno stato di continua irrequietudine.
Insomma, un bel casino. Prova a schiarirsi le idee viaggiando.
Markin

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