Nord della Tessaglia. Sei ore di macchina da Atene. Giorno di Ognissanti; i fumi si alzano dai fuochi dei contadini che bruciano le sterpaglie. È ormai sera quando, dopo aver attraversato mezza Grecia su strade provinciali, arrivo nella cittadina di Kalambaka e fa freddo. Avevo letto in un qualche libro di questo posto nel cuore della Grecia e della sua importanza religiosa legata alle meteore, e così, appena ho potuto, sono venuto a vedere con i miei occhi.

Nel mezzo della Grecia

Nel mezzo della Grecia

Sei monasteri ortodossi sospesi nell’aria, fondati nel XV secolo da anacoreti e asceti: le meteore. Agios Nikolaos, Agios Stefanos, Aghia Triada, Gran Meteora, Roussanou, Varlaam e Ypapanti. Fortezze arroccate sulle sommità di dolci monti simili a panettoni, quasi in contrasto con essi. Mi sveglio presto la mattina per essere tra i primi ad entrare nei monasteri che aprono le porte alle 9.00. Decido anche di salire a piedi al primo monastero attraversando il bosco colorato dall’autunno, tra scoiattoli e cinguettii.

Il monastero di Agios Nikolaos

Il monastero di Agios Nikolaos

La Grande Meteora

La Grande Meteora

I silenzi, il calore del sole, c’è un atmosfera surreale. Nella chiesa del monastero di Varlaam un monaco dalla caratteristica lunga barba bianca legge dei versetti in silenzio. Le candele gialle ardono nei bracieri. Le mura tutt’attorno raccontano scene del giudizio universale. L’atmosfera magica si spegne alle 10 con l’arrivo dei primi bus carichi di turisti. Non vedrò più monaci per oggi. Continuo a girovagare per i monasteri, dal buio delle chiese al calore del sole d’autunno. La magia del luogo la ritrovo al tramonto quando torna il silenzio nella valle.

Il monastero di Varlaam

Il monastero di Roussanou

Sono su di un sasso, quasi uno scoglio. Sospeso a mezz’aria. Sotto di me la valle è stretta e profonda. L’aria è offuscata come se l’incenso dei monasteri si fosse posato a ricordare la sacralità del luogo, mi sembra di sentirne il profumo. I raggi del sole si infrangono sulle rocce e sulle guglie a sinistra mentre a destra il giallo dell’autunno domina. I monasteri stanno lì, sospesi a mezz’aria tra la terra e il cielo. Le campane rintoccano e l’eco è portato dal vento. Il sole si abbassa e l’ombra comincia a riempire la valle. Arriva la notte a disperdere i colori.

Non potevo non fare questa foto

Non potevo non fare questa foto

Dopo aver ammirato il mondo, con l’animo leggero ed un senso di felicità nello stomaco, riprendo di nuovo il viaggio e la strada verso Atene.

C'è chi riposa

C’è chi riposa

Il monastero di Varlaam

Il monastero di Varlaam

Consigli per i Torzeons

I monasteri sono tutti raggiungibili in auto o con facili sentieri che attraversano il bosco. Non sono sempre aperti ma chiudono ciclicamente a turno durante la settimana, per cui consultate gli orari prima di partire. Per raggiungere Kalambaka vi suggerisco di noleggiare un auto; da Atene ci abbiamo messo 6 ore ma la strada e i panorami incontrati valgono il viaggio.

Gio

Gio

Ingegnere, ricercatore, sognatore, un mix di storie. Ama la montagna ma, da quando vive a Trieste, ha realizzato che anche il mare ha il suo perché! È un essere irrequieto ed ama viaggiare, quasi sempre in compagnia, giocare a briscola e raccontarsi l’ultima al bar, davanti a un calice di buon vino. Come quella volta che…
Gio

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