Cuba non è mai stata in cima alla mia lista dei viaggi dei desideri, ma questa volta mi sono lasciato convincere da un particolare allineamento di situazioni diverse. Un volo a prezzo stracciato. La possibilità di festeggiare il mio trentesimo compleanno in un luogo esotico. La volontà di organizzare qualcosa assieme ad alcuni dei miei migliori amici. La situazione istituzionale cubana, con l’apertura economica agli Stati Uniti voluta da Obama e poi revocata da Trump. Le imprese che hanno reso famosi Che Guevara e Fidel Castro. E quindi via, alla scoperta di Cuba!

Il Che ti osserva sempre

Il Che ti osserva sempre

Girando per le città, ma anche nelle aree rurali, e parlando con le persone del posto, mi sono chiesto più volte se potrei vivere in un paese particolare come Cuba. Un paese in cui la povertà è diffusa, dove la gente spesso abita in case fatiscenti. Un paese dove la democrazia è un concetto molto lontano a quello a cui siamo abituati noi e il controllo del partito unico (il Partito Comunista di Cuba) su tutte le attività della popolazione è tentacolare. Un luogo dove il livello degli stipendi è deciso dal Governo e non dalla libera iniziativa imprenditoriale. Un paese in cui un semplice viaggio all’estero da parte di un cittadino cubano è praticamente impossibile e dove l’utilizzo di internet solo ora sta diventando popolare.

Ma è anche un paese in cui la partecipazione al dibattito politico è ben radicata nelle persone (ben più che da noi). Un luogo dove tutti sorridono e si caratterizzano per una gentilezza e cortesia inimmaginabile. Un paese in cui c’è un fortissimo senso di comunità, l’aiuto reciproco è all’ordine del giorno e il passatempo preferito è quello di sedersi in una sedia a dondolo nella propria terrazza e dialogare con parenti e amici. Un paese dove la sanità è all’avanguardia e gratuita, mentre l’istruzione è giustamente ritenuta fondamentale per lo sviluppo delle persone. Un sistema in cui è il Governo a soddisfare i bisogni minimi in termini di cibo e casa dei propri cittadini.

Ebbene, questa serie di pro e contro non mi è servita a rispondere al mio quesito sul fatto di poter vivere o meno a Cuba. Ma una cosa che mi ha fatto riflettere è l’impatto che la globalizzazione e il turismo hanno avuto anche su questo paese. Cuba ha due monete diverse, una usata essenzialmente dai turisti che ha lo stesso valore del dollaro (peso cubano convertibile, in breve CUC) e la valuta locale, utilizzata dai cubani e dal valore di circa 1/25 di dollaro (peso cubano, CUP). Quanto ne risulta è un’economia a due velocità: c’è chi ha a che fare con i turisti (ristoranti, bar turistici, affittacamere, agenzie turistiche, ecc.) e ha a disposizione un importante potere di acquisto e chi no.

Infatti se una camera la si paga circa 20 CUC a notte, alcuni stipendi corrispondono a circa 10 o 15 CUC mensili. La differenza che ne risulta è enorme, creando delle disparità abissali tra chi ad esempio fa il contadino in campagna e chi affitta una camera ai turisti in una località turistica. E questo divario la si vede anche in due tipologie di locali: ci sono i bar turistici in cui un caffè costa 1 CUC e i baretti frequentati da cubani, molto più spartani, dove la stessa bevanda viene venduta a 1 CUP, ovvero circa 0,05 CUC.

A Cuba l’apertura economica e turistica ha portato profonde disparità, ma ci pensano gli stessi cubani stessi ad appianare la situazione. Ad esempio una giovane donna mi raccontava che il povero maestro della figlia (a Cuba gli insegnanti hanno uno stipendio molto basso) si trovava in difficoltà a causa del tetto della sua abitazione che perdeva: subito i genitori della sua classe hanno fatto una colletta per aiutarlo. Insomma, i valori comunitari rimangono per fortuna uno dei caratteri peculiari di questa terra, nella speranza che non si affievoliscano con il tempo e con l’arrivo del capitalismo.

Leggi il secondo racconto su Cuba a questo link!

Un bimbo di Trinidad

Un bimbo di Trinidad

Nella natura selvaggia

Nella natura selvaggia

Bonny e la ricerca di una casa particular

Bonny e la ricerca di una casa particular

Markin

Markin

Amante della libertà, ma indissolubilmente legato all'amato Friuli. Gran sognatore, ma con i piedi ben fissati a terra. Analizza le situazioni razionalmente, ma prende le decisioni d'istinto. Dalle apparenze tranquille, ma in uno stato di continua irrequietudine.
Insomma, un bel casino. Prova a schiarirsi le idee viaggiando.
Markin

Latest posts by Markin (see all)