In ogni passeggiata nella natura l’uomo riceve molto di più di ciò che cerca.

John Muir

Il 2016 è l’anno nazionale dei cammini e io voglio celebrarlo raccontandovi un cammino che ho percorso circa un anno fa in Portogallo. Dopo un’estate nel paese lusitano trascorsa a lavorare a contatto con moltissima gente avevo bisogno di starmene un po’ da solo. Prima del mio ritorno in Italia ho preso quindi la decisione di camminare in solitaria zaino in spalla per circa una settimana nel sud del Portogallo tra le regioni dell’Alentejo e dell’Algarve lungo la Rota Vicentina. 180 chilometri di strade sterrate e sentieri che hanno rappresentato esattamente quello di cui avevo bisogno in quel momento: tranquillità, natura, impegno fisico, introspezione. Una cosa è certa, questo non è stato l’ultimo cammino della mia vita.

La luce del pomeriggio nella campagna portoghese

La luce del pomeriggio nella campagna portoghese

Ho deciso di percorrere la Rota Vicentina, un cammino che si divide in due sentieri, la via storica e il sentiero dei pescatori. Dopo cinque mesi trascorsi in riva al mare ho optato per il primo, in quanto esso prevede molti più chilometri nell’entroterra e, come scoprirò in seguito, è anche molto poco trafficato. La partenza ufficiale della Rota è a Santiago do Cacém e l’arrivo e Cabo São Vicente (raggiunto anche da Cler durante una sua avventura). L’intero tragitto misura 230 chilometri, ma io per ragioni di tempo ho dovuto tagliare la prima parte. In un caldo pomeriggio ottobrino mi sono fatto condurre in auto fino al lago Albufeira da Barragem de Campilhas e ho percorso i miei primi 10 chilometri a piedi fino a Cercal. Fedele al mio stile di viaggio improvvisato non ho mai prenotato in anticipo un alloggio. Arrivavo nella località e un po’ utilizzando Internet, un po’ chiedendo ai locali, cercavo un posto economico dove dormire. Da qui chiedevo raccomandazioni dove andare a mangiare: la prima sera mi hanno indirizzato a un piccolo ristorantino tipico. Una zuppa, un piatto enorme di carne, riso, verdura e patate fritte, una birra per un totale di 7,50 euro: anche per questo adoro il Portogallo!

Le tipiche case e il mulino di Odeceixe

Le tipiche case e il mulino di Odeceixe

I giorni seguenti sono trascorsi cadenzati dal ritmo della natura, svegliandomi all’alba e camminando fino a quando iniziava l’imbrunire. I paesaggi che mi si presentavano davanti erano molto vari: da colline brulle e aride a foreste rigogliose e verdeggianti. Il Portogallo è un paese abbastanza “piatto”, non presenta grandi montagne, se non nelle isole o al confine con la Spagna. Ma il susseguirsi di colline con dislivelli di 2-300 metri ha messo a dura prova la mia resistenza. E così, passo dopo passo, ho raggiunto l’incantata e giovanile Odeceixe, Aljezur che si specchia sonnecchiosa sull’omonimo fiume in attesa della nuova stagione estiva, l’alternativa Carrapateira che solitamente ospita surfisti e moderni figli dei fiori in un WWOOF dove anche io ho dormito (e fatto la doccia all’aperto nonostante il buio e il fresco della sera). Ma ho anche approfittato della spiaggia deserta di Praia do Canal per un bagno rinfrescante e parlato con qualche pastore del luogo incontrato lungo il percorso.

Praia do Canal deserta: potevo non fare un bagno?

Praia do Canal deserta: potevo non fare un bagno?

La solitudine del mio cammino è stata una bella occasione per riflettere e fare un bilancio dei miei ultimi mesi e anni, ripensare a persone incontrate anche molto tempo prima, rilassarmi, conoscere meglio e saper ascoltare il mio corpo. E poi il camminare è uno dei modi più interessanti di scoprire dei luoghi: la lentezza permette di notare dettagli a cui altrimenti non si farebbe caso. Il mio percorso immerso nella natura, tra le colline e i fiumi, tra l’oceano e i campi, tra le spiagge e i piccoli villaggi dell’entroterra portoghese, è stato un toccasana per trascorrere una settimana di isolamento e tranquillità.

Un casolare abbandonato all'alba

Un casolare abbandonato all’alba

Il curioso effetto colorato di un fiume rosso che si immette nel mare blu

Il curioso effetto colorato di un fiume rosso che si immette nell’oceano blu

Devo ammettere che sono stato piuttosto fortunato con il meteo accompagnato da belle giornate, salvo l’ultima tappa, da Vila do Bispo alla meta del mio cammino. Le previsioni dicevano che dopo la pioggia della prima mattina il cielo avrebbe dovuto calmarsi: questo giorno imparerò che non c’è molto da fidarsi delle previsioni. Accompagnato da una pioggia battente per circa 4 ore ho iniziato finalmente a intravedere la sagoma di Cabo São Vicente. Gli ultimi sforzi sono stati allietati dalla vista di alcuni fiumiciattoli che si gettano in mare e da pecore che controllano il mio cammino. Nonostante fossi completamente zuppo la soddisfazione era tanta e il mio spirito, prima agitato, si era finalmente placato: in questo momento mi sono reso conto che ero pronto per tornare a casa.

Finalmente si intravede in lontananza Cabo São Vicente

Finalmente si intravede in lontananza Cabo São Vicente

Finalmente alla meta!

A pochi metri da me la meta!

Markin

Markin

Amante della libertà, ma indissolubilmente legato all'amato Friuli. Gran sognatore, ma con i piedi ben fissati a terra. Analizza le situazioni razionalmente, ma prende le decisioni d'istinto. Dalle apparenze tranquille, ma in uno stato di continua irrequietudine.
Insomma, un bel casino. Prova a schiarirsi le idee viaggiando.
Markin

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